sabato 7 luglio 2012

L’aspetto sociale della comunicazione oggi.


Quando nel 1996 scrissi la mia tesi di laurea in Sociologia ero molto incuriosito dalla situazione che Internet stava imponendo alla variegata e stratificata società americana.
In particolare, dal punto di vista dei Mass Media e della comunicazione in generale, decisi di approfondire il fatto che una nuova condizione umana stava prendendo sempre più tempo nella vita di ognuno, soprattutto dei giovani, per eccellenza i primi recettori delle novità nei costumi e nei modi di comportarsi.
A quel tempo Google non era che un piccolissimo e quasi sperimentale motore di ricerca sul quale nessuno avrebbe scommesso, lo si usava più che altro per curiosità, anche perché il motore di ricerca come idea originale era già stata sviluppata e la rete offriva una certa quantità di servizi simili.
Ma non era questo fatto ad attrarre la già fiorente letteratura di studiosi di comunicazione sulla rete, bensì il risvolto sociale che potevano avere i gruppi di discussione che si erano moltiplicati in modo esponenziale nei precedenti cinque anni. Insomma, la gente e come detto prima i giovani, passavano sempre più tempo on line, non tanto a giocare, non tanto a studiare/ricercare informazioni, ma a incontrarsi, discutere, scambiarsi informazioni. Vivere insomma. Da quel momento in poi le chat room cambiarono forma, implementarono la loro semplice dimensione di testo per cercare di far vivere alle persone la loro vita come se fosse reale. Come “se fosse” reale appunto. Sta di fatto che l’esperienza on line diventò quasi immediatamente parte della vita reale. Gli amici reali si trasferirono on line e diventarono virtuali, tutta la realtà diventò virtuale. Si arrivò a pensare che tutto il mondo un giorno potesse diventare virtuale ed è un po’ la tesi di fondo del film Matrix.
In ogni modo nel corso degli anni Internet vinse le resistenze di ogni media e delle arti e oggi è diventato a tutti gli effetti un prolungamento del nostro essere. Anzi è un prolungamento della nostra intelligenza.
Però la profezia di Matrix è ancora lontana e osservando il mondo del Marketing e della Comunicazione oggi posso dire che c’è un ritorno al passato non come dinamica nostalgica, ma come recupero di alcune emozioni, esperienze e sensazioni ataviche irrinunciabili per il nostro essere umani. Ovviamente l’aspetto digitale, o meglio definito Social, amplifica questo dualismo del nostro vivere il nuovo millennio. L’interconnessione reale/emozionale viene amplificata da una condivisione che, in teoria, è ripetibile all’infinito e in ogni angolo del pianeta, abbattendo anche la teoria ormai vetusta dei 6 gradi di separazione.
Guardando il futuro prossimo della comunicazione commerciale posso dire che la chiave del successo è nel trasmettere al cliente non tanto un’emozione attraverso l’organizzazione di un evento, ma far vivere una vera e propria esperienza. Ed è proprio questa la nuova frontiera da ricercare per tutti quelli che vogliono lavorare nel settore. Creare un percorso, viverlo e poi condividerlo. Perché è proprio quando si sente il bisogno di fermare o registrare dei momenti importanti è lì, in quell’istante specifico che è racchiuso l’apogeo dell’unione tra un essere umano e il brand. E questa unione diventerà indissolubile.

RCD