Davvero c’è qualcuno alla Renault che ci vuole far credere che la personalità si dimostra facendosi un tatuaggio a 12 anni alla base della schiena? O magari la personalità è nascosta tra le rughe di una mamma sprint che ha un mega tatuaggio a colori (sempre sul fondoschiena) e che lo confronta con la figlia?
Naturalmente mi sto riferendo al nuovo spot della Renault Twingo che per pubblicizzare le innumerevoli personalizzazioni possibili della macchinina ha scelto di toccare lo spirito “conservatore” delle famiglie italiane. Personalmente questi 30 secondi risultano sì simpatici ma forzati e di cattivo gusto, diseducativi e fintamente pacificatori tra le generazioni.
Per non parlare di quello che celebra le nozze gay, andato in onda pochissime volte. Ultimamente poi mi ricordo di quel tipo con la Megane che riaccompagna a casa una bella ragazza dopo una festa, lei lo invita a salire (ed è evidentemente francese) ma lui no! Lui preferisce guidare e scompare nella notte. O l’altra della Clio dove fuori dalla scuola un ragazzo non aspetta il figlio che esce correndo e felice ma la maestra. E non ci sarebbe niente di male, anzi scatena una certa invidia, se non fosse per il pay-off mostruoso “Dalla vita aspettati di più”, come se aspettare un figlio fuori dalla scuola è da sfigati.
Individuare l’artefice di tanto sarcasmo è facile, è la direzione Renault perché proprio non possiamo dare la colpa all’agenzia incaricata che ovviamente ha fatto la sua proposta, ma sono stati i vertici dell’azienda a decidere. Però voglio dire all’agenzia inglese Publicis Conseil che è l'autrice degli spot Twingo cosa gli passa per la testa? A soddisfare il cliente Renault registrando cambiamenti sociali fuori da ogni contesto nazionale e di buon gusto?
Eppure il brand era partito nel 2011 buttandosi a capofitto nell’auto elettrica. Almeno sulla carta, con brochure e qualche inserzione sulla stampa o aderendo a progetti ridondanti sulla riduzione delle emissioni. Non erano loro che sono in possesso del brevetto per il motore che con 1 litro di benzina percorre 100 Km ? E comunque la Francia era molto interessata al petrolio della Libia qualche mese orsono. Questi però sono altri discorsi. Il discorso più importante è che l’anno scorso le vendite della casa automobilistica sono scese del 5,7% in Europa, colpa della crisi?
Se lavorassi per Renault però baserei ogni mia azione di immagine esterna (e anche interna che non guasta mai) sul rispetto dell’ambiente e sulla macchina del futuro. Questo comporta anche un certo sforzo a trovare la chiave giusta per affrontare i cambiamenti repentini di questa epoca. Ma cambiamento non vuol dire stravolgimento di tutto. Essere rivoluzionario oggi è preservare alcuni valori fondamentali, come ad esempio il rapporto tra mamma e figlia e nel conseguente stile di educazione. Così come è importante educare al rispetto dell’ambiente. Creerei una storia struttura come sequel proprio su questo argomento.

