La domenica sera in televisione dovrebbe essere il luogo magico dove rilassarsi, apprendere qualche nozione per crescere la propria persona e prepararsi al lunedì di lavoro riuscendo a far proprie informazioni di cui parlare in pausa pranzo.
No no non sto parlando di cultura, non mi permetterei mai di scrivere nella stessa frase televisione e cultura, sto parlando di come riuscire ad applicare i parametri giusti di un’azienda spiccatamente commerciale, optare per una politica di rete corretta e una profilazione di target coerente.
E proprio parlando di target la domanda è… ma in questo momento a chi si rivolge Italia 1, il canale più giovane di Mediaset? Agli anziani?
Io amo le vicissitudini della famiglia Simpson, mi ricordo di aver seguito il primo episodio del fortunato cartone nell’ottobre del 1991, un secolo fa, ne sono innamorato, affezionato e sempre stato sostenitore di quell’ironia a volte cinica sulla società moderna, su tutti noi in pratica.
Ma nonostante questo amore viscerale alcuni episodi, per altro vecchi e quindi visti e stravisti, non possono andare in onda la domenica sera prima di mezzanotte su una rete nazionale come Italia 1. Non si può!
In questo modo non si fa piacere agli appassionati, si dimostra solamente di non avere le idee chiare, che all’interno della rete ci sono feroci lotte intestine, che alcune scelte come la nuova (davvero?) edizione del Chiambretti Night non ha dato i risultati sperati… e come avrebbe potuto poi? Abbiamo visto qualcosa di innovativo o di particolare?
In ogni modo, quale sarà allora la ragione che convoglierà un target giovane e mediamente istruito a guardare il palinsesto di Italia 1? Cosa spingerà milioni di italiani a lasciare l’immensità del web con la sua praticamente infinita offerta di contenuti per guardate una puntata dei Simpson verso mezzanotte di una domenica sera?
Il paradosso poi è che stanno proponendo lo sdoppiamento della rete con Italia 2. Il suo promo rokkeggiante appare in ogni blocco pubblicitario, forse è così che intendono riempire i vuoti di palinsesto?
E allora se lavorassi per Italia 1 avrei un po’ più di coraggio e produrrei trasmissioni a basso costo ma con altro coefficiente di contenuto, dove si possa apprendere, capire il mondo, essere attratti, fare esperienze stando seduti in poltrona. In questo momento di austerità il pubblico si è stancato di vedere una manciata di sbruffoni litigare, rifiuta lo spreco di denaro pubblico per scenografie pompose, capisce ormai la banalità delle tematiche offerte. Il pubblico sta scappando e si sta lasciando dietro un deserto di professionisti e dirigenti del settore privi di iniziativa e di idee. È il momento di agire.
Le idee ci sono, non si svilupperanno sui format tradizionali e occorrerà un paradigma nuovo, ma la trasformazione è in atto e sta accelerando.

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