A volte le aziende scelgono di promuovere un prodotto e di conseguenza la loro immagine complessiva del brand, in maniera del tutto convenzionale, conservatrice, a causa della paura e dell’immobilismo di qualche manager.
A volte invece il tutto avviene con troppa irruenza, proprio perché gli stessi manager per dimostrare che non appartengono al passato e che hanno in pratica ottenuto tutto quello che potevano sperare nella vita, approvano spot e in generale l’advertising di un nuovo prodotto fuori dagli schemi, tradendo l’immagine che il cliente ha sempre avuto in quella marca.
Mi sono occupato spesso di ciò che non mi piace e ciò che poteva essere migliorato sotto l’aspetto puramente comunicativo. L’altra sera però un 30 secondi ha catturato la mia attenzione. E non è facile davvero catturare la mia attenzione. Anche perché lo spot appartiene ad una casa automobilistica e le case automobilistiche per non rischiare in questo periodo per loro così delicato e di passaggio (si spera ad un’epoca di totale innovazione) tendono a fare quegli spot dove la filosofia più incredibile, i concetti più profondi, la letteratura più impegnata fa da perno allo stimolo ultimo che è sempre lo stesso: comprare il prodotto. A volte guardando uno spot del genere sembra che i copywriter ti vogliano “suggerire” lezioni di vita se non addirittura stili di vita corretti, rivoluzioni silenziose e quotidiane, modi di essere e di non essere, come apparire e come sparire nel week end, nel traffico, nella città. Insomma meglio di On the road di Jack Kerouac. Però annoiano. Tutte in generale sia che si parli di famigliari o Suv o di fuori strada e ultimamente anche di sportive tedesche. No dico anche i tedeschi stanno adottando questa filosofia spicciola da agenzia pubblicitaria burocratizzata per farti prendere una decisione (strada nella metafora) piuttosto che un’altra.
Vengo al punto.
La mia attenzione è andata allo spot della nuova Peugeot 208, delicato, poetico, quasi timido. Scontato? No, vero. Perché c’è un ragazzo tocca il volante della sua (prima) automobile e da quel momento si scatenano immagini e frammenti di vita supportati dalle parole: “siamo nati per muoverci, per sorprenderci, per gioire, per creare, per emozionarci, per lasciarci il passato alle spalle...”.
Un’esperienza totale, del corpo e della mente, come la prima volta che guidi “208 è nata per noi, let your body drive…”, appunto. Nulla di più azzeccato per il payoff.
E poi dentro la pubblicità, come forte volontà, come sottolineatura, come scelta di posizionamento: “scoprila nelle piazze più open d’Italia…” come a dire se non vieni tu a vederla saremo fieri di mostrartela noi in piazza, a casa tua.
Bravi. Se lavorassi per Peugeot avrei fatto proprio così.

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